La tecnica FLAAK

La FLAAK® (Femto Laser Aesthetic Annular Keratopigmentation) è una tecnica chirurgica per modificare il colore degli occhi a scopo terapeutico ed estetico.

New Color offre un processo di pigmentazione corneale (cheratopigmentazione dal greco kerato, cornea e pigmentazione) che permette di cambiare il colore degli occhi con una gamma di sfumature simili ai colori dell’iride. Il risultato è immediato e il più naturale possibile. La gamma di colori offerti è composta da blu, verdi, marroni e grigi con diverse intensità e sfumature a seconda dei vostri desideri.

Inizialmente utilizzata a scopo terapeutico, la cheratopigmentazione è stata sviluppata negli anni 2000 per la ricostruzione degli occhi e per le iridi traumatiche. La sicurezza del pigmento biocompatibile con la cornea, la qualità dei risultati ottenuti e la soddisfazione dei pazienti hanno portato, dal 2010, a estendere la tecnica alle indicazioni estetiche.

Il principio della tecnica FLAAK® consiste nel creare un micro-tunnel nello spessore della cornea con il laser a femtosecondi VisuMax (Zeiss). Il pigmento viene quindi introdotto in pochi secondi.

Il pigmento utilizzato, BioChromaEyes®, è prodotto in Francia dai Laboratoires BIOTIC Phocea, l’unico produttore al mondo a offrire un pigmento approvato dall’ANSM (Agence Nationale de Sécurité du Médicament et des Produits de Santé) e dalle autorità europee per la sicurezza sanitaria.

A differenza di altre tecniche (depigmentazione laser dell’iride o introduzione di un impianto irideo colorato), il FLAAK® New Color tratta solo la superficie dell’occhio e quindi evita complicazioni intraoculari come emorragie, infezioni, distacco della retina e glaucoma.

La procedura FLAAK® presso New Color può essere eseguita indipendentemente dal colore iniziale degli occhi. L’intervento dura dai 30 ai 45 minuti per entrambi gli occhi ed è completamente indolore grazie a un’anestesia topica con semplici gocce di un collirio anestetico. Il risultato è immediato.

FLAAK®: una tecnica reversibile*!

A differenza di altre tecniche come la depigmentazione laser dell’iride o l’inserimento di un’iride artificiale nell’occhio, la cheratopigmentazione con la tecnica FLAAK® è ora reversibile* e consente di riacquistare il colore originale degli occhi.

La procedura di inversione chiamata R-FLAAK® (Reverse-FLAAK®) è una tecnica chirurgica rapida e indolore. In genere il paziente può riprendere le proprie attività il giorno successivo alla procedura R-FLAAK®.

Attenzione: una procedura di reversibilità limita qualsiasi ulteriore procedura di cheratopigmentazione. Non è quindi possibile considerare la procedura R-FLAAK® per cambiare nuovamente il colore degli occhi. Il risultato post-operatorio consente di riacquistare il colore degli occhi.

*In alcuni casi la reversibilità può lasciare un discreto anello periferico di pigmento appena percettibile e solo a distanza ravvicinata.

FLAAK® : la scelta della sicurezza

Grazie al suo trattamento superficiale, microinvasivo e reversibile*, la tecnica FLAAK® è l’unica procedura chirurgica che consente di cambiare il colore degli occhi con la massima sicurezza!

Il laser utilizzato (link al laser) è il Femtosecond VisuMax (Zeiss), l’unico laser che consente di eseguire la tecnica FLAAK®, cheratopigmentazione laser e automatizzata al 100%. Analogamente, il pigmento BiochromaEyes è l’unico pigmento compatibile con la cornea ad essere stato approvato dalle autorità sanitarie per la commercializzazione come dispositivo medico.

Esistono altre due tecniche chirurgiche che sono vietate in Francia a causa delle loro complicazioni potenzialmente gravi.

Depigmentazione laser

 

È possibile depigmentare un’iride naturale mediante fotodispersione laser senza possibilità di scelta del colore. L’azione del laser sull’iride crea detriti che non possono essere evacuati, ostruendo il trabecolato. Questo provoca l’ipertensione dell’occhio, comprimendo il nervo ottico e provocando un glaucoma cronico che può portare alla cecità. Inoltre, è possibile ottenere un solo risultato, con un aspetto sbiadito e un colore grigiastro.

E le lenti a contatto cosmetiche?

Attenzione anche all’uso di lenti colorate. Hanno il vantaggio della semplicità, ma il più delle volte vengono utilizzati senza controllo medico. La loro tolleranza è imperfetta e non è priva di rischi. Le indagini sulle cause delle infezioni e degli ascessi corneali rivelano che le lenti cosmetiche sono di gran lunga la causa più comune di questi incidenti.

Introduzione di un impianto irideo colorato

 

La copertura dell’iride con un impianto irideo colorato è possibile, ma è indicata solo per gli occhi gravemente traumatizzati in cui è necessaria una ricostruzione totale del segmento anteriore (cornea, lente, iride). Questo perché in un occhio normale non c’è spazio sufficiente per inserire l’iride artificiale. In un numero significativo di casi, l’impianto di iride colorata ha provocato danni irreparabili con conseguenti patologie gravi, come il glaucoma che porta alla cecità legale (acuità visiva inferiore a 1/20). Anche l’uveite cronica dovuta all’attrito tra l’iride e l’impianto è una complicanza. Le aderenze tra l’impianto e l’iride (sinechie) portano a lacerazioni irreversibili dell’iride durante l’espianto. L’infiammazione causata dall’inserimento dell’iride artificiale può anche portare a un aumento della pressione intraoculare. Anche la decompensazione della cornea è spesso riscontrabile dopo questo tipo di intervento. È quindi necessario un trapianto di cornea.

A causa dei numerosi rischi che comporta, questa procedura non è stata approvata dall’Unione Europea ed è vietata in molti Paesi.

Una serie di pazienti francesi operati in Tunisia e in America Latina è stata analizzata in diversi centri francesi e pubblicata nel 2020: su 87 casi, è stato riscontrato l’80% di complicazioni gravi, che hanno portato all’espianto di impianti iridei colorati. Alcuni pazienti di questa serie hanno purtroppo perso la vista.

FLAAK® e chirurgia refrattiva

Cambiare il colore degli occhi e correggere chirurgicamente la vista è assolutamente possibile.

La diversità delle tecniche chirurgiche in chirurgia refrattiva permette di prevedere una correzione della vista (laser o impianti) dopo aver beneficiato di una cheratopigmentazione con tecnica FLAAK®.

Per i pazienti già sottoposti a chirurgia refrattiva:

L’intervento di cheratopigmentazione è solitamente possibile dopo la chirurgia refrattiva superficiale (come la PRK) o gli impianti intraoculari. Se il paziente è stato sottoposto a una tecnica LASIK o SMILE, esami specifici per determinare la fattibilità della procedura.

Per i pazienti che desiderano sottoporsi a chirurgia refrattiva:

A seconda del difetto visivo, il chirurgo sceglie la tecnica chirurgica più adatta (laser o impianti). La correzione della vista, qualunque sia la tecnica, sarà effettuata entro un minimo di 3 mesi dalla cheratopigmentazione.

Quali difetti visivi possono essere corretti dopo la cheratopigmentazione?

Quali sono le tecniche chirurgiche utilizzate per correggere la vista dopo la cheratopigmentazione?

FLAAK® terapeutico

La cheratopigmentazione è stata originariamente sviluppata per indicazioni terapeutiche nella ricostruzione di difetti patologici dell’iride o della cornea. Queste anomalie sono la conseguenza di traumi fisici, traumi chirurgici, malformazioni congenite, conseguenze infettive, danni causati da impianti iridei colorati, ecc.

La cheratopigmentazione a scopo terapeutico è destinata ai pazienti affetti da :

  • Cornea cicatrizzata o sbiancata in seguito a trapianto, trauma, infezione, ecc.
  • Coloboma iriale con pupilla di forma anomala
  • Aniridia parziale o totale (assenza dell’iride)
  • Albinismo per ridurre la sensibilità alla luce (fotofobia)
  • Iride traumatica
  • Midriasi permanente (la pupilla rimane dilatata)
  • Fotofobia

In questi diversi casi, è possibile beneficiare della tecnica FLAAK® per migliorare la funzionalità dell’occhio e recuperare l’integrità estetica degli occhi.

Un po’ di storia…

Il desiderio di cambiare il colore degli occhi con la cheratopigmentazione non è una novità!

Fu il fisico e filosofo Galeno di Pergamo a eseguire il primo tatuaggio della cornea. È considerato il primo medico ad aver pigmentato una cornea umana nel 170 d.C..

Galeno di Pergamo

All’epoca, il tatuaggio corneale era destinato a dare un aspetto estetico agli occhi con cornee opache. La superficie della cornea veniva cauterizzata prima di applicare una polvere colorata di ferro e noce o una miscela di corteccia di melograno e sali di rame.

Solo molto più tardi, negli anni ’70 del XIX secolo, il termine “tatuaggio corneale” fu utilizzato in letteratura da chirurghi oculoplastici come Louis Von Wecker. La sua tecnica è simile a quella del tatuaggio tradizionale: dopo aver depositato una sottile pellicola di inchiostro sulla cornea, si utilizza un ago per far penetrare il pigmento nella cornea. All’inizio del 1900, la cheratopigmentazione divenne più popolare con l’introduzione di inchiostri colorati e nuovi strumenti, sempre seguendo la tecnica di Louis Von Wecker.

Nel 1922, l’oftalmologo americano Samuel Lewis Ziegler portò la cheratopigmentazione nell’era moderna con il suo libro “Multicolor tattooing of cornea”. Nel corso della sua carriera, egli descriverà in dettaglio il protocollo operativo, gli strumenti e i pigmenti necessari per questo intervento.

Negli anni ’90, i progressi nella lavorazione di precisione hanno reso possibile la creazione di strumenti per il tunneling della cornea per alloggiare segmenti ad anello per la gestione di prima linea del cheratocono. Infine, la creazione di un tunnel più o meno regolare permette di introdurre un pigmento direttamente nella cornea senza dover effettuare diverse centinaia di iniezioni.

L’avvento del laser a femtosecondi negli anni 2000 ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nella creazione automatizzata di tunnel intracorneali. L’elevata precisione di questo tipo di laser consente di ottenere tunnel perfettamente regolari alla profondità desiderata. Allo stesso tempo, lo sviluppo di pigmenti di migliore qualità e biocompatibili con il tessuto corneale (BiochromaEyes) ha permesso di ottenere un risultato più naturale ed estetico. Gli ottimi risultati ottenuti grazie a questi significativi progressi nella cheratopigmentazione terapeutica hanno reso possibile, dal 2010, offrire questa tecnica a scopo estetico su cornee sane per i pazienti che desiderano cambiare il colore dei loro occhi.

Oggi, solo il laser a Femtosecondi VisuMax del laboratorio Zeiss consente una cheratopigmentazione laser al 100%.